Descrizione
LA STORIA DI ATTONE COLOCCI VESPUCCI
Della nobile famiglia jesina, fu vittima della furia nazista durante l’ultima guerra. Nato a Roma il 3 febbraio del1919, venne catturato dai tedeschi in ritirata il 19 luglio del 1944 nei pressi del fiume Esino e costretto a tirare un pesante carro per alcuni chilometri.
Fu visto vivo per l’ultima volta, in località Selva Torta di Monsano, da una contadina alla quale, stremato di forze, chiese da bere. La donna gli versò del vino; il giovane ne accettò un dito, ci unì dell’acqua, avvicinò il bicchiere alle labbra, ma non bevve: «Non mi va giù», disse alla donna. E la ringraziò. Proseguì la strada, sempre spingendo il carro. Il giorno dopo il cadavere del giovane venne trovato in mezzo ad un campo con due ferite d’arma da fuoco in direzione del cuore e con il corpo martoriato.
Sulla sua tomba è scritto: «Vilmente ucciso dalla barbarie nemica, ultimo di una famiglia millenaria e gloriosa».
Dal libro “Conoscere Jesi“ G. Luconi– P. Cocola
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Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026, 00:06