Il Comune di Monsano sta seguendo con tutta l'attenzione possibile l'evolversi della drammatica situazione alla Caimi 2. Nei giorni scorsi sono state inoltrate già 58 lettere di licenziamento, con altri 12 posti a rischio. La proprietà dell'azienda, terzista di prodotti finiti destinati al comparto del mobile, ha infatti dato corso al proprio piano di ristrutturazione che prevede la cancellazione di ben 70 posti su un organico di 120 dipendenti. La decisione è stata presa dopo il rifiuto delle organizzazioni sindacali a firmare un accordo sulla mobilità definito assolutamente inadeguato per l'alto numero di licenziamenti, per l'esiguità degli incentivi alla mobilità, per la rateizzazione del trattamento di fine rapporto. Ed anche per una strategia aziendale che rischia di mettere in forte dubbio la stessa prosecuzione del sito produttivo di Monsano.
A nulla dunque sono valse le manifestazioni che hanno visto gli operai schierati a difesa del proprio posto di lavoro, con incontri in Regione, presidi in fabbrica, sit-in strada. La proprietà è rimasta infatti irremovibile sulle sue decisioni, quelle di poter continuare l'attività produttiva con appena 50 dipendenti
Forte preoccupazione è stata espressa dal sindaco Gianluca Fioretti che ha convocato per sabato 8 maggio (ore 10) un Consiglio Comunale aperto per discutere sia della vertenza alla Caimi 2, sia più in generale per esaminare gli aspetti della crisi economica che sta interessando anche altre aziende del territorio.
"Quello della Caimi 2 - ha spiegato Fioretti - è solo l'ultimo caso, per altro tra i più drammatici in termini di posti di lavoro sacrificati, e si inseriscono in un quadro generale di crisi che riguarda purtroppo anche l'intera Vallesina, con una situazione che si prefigura tragica, nei numeri e nella sostanza, anche in questo 2010".
"Sono inoltre sorpreso e indignato - continua Fioretti - circa il comportamento della proprietà dell'azienda, rigido oltre misura, che non ha lasciato minimamente spazio ad ogni possibilità di trattativa. Ho seguito sin dall'inizio naturalmente l'intera vicenda, in costante contatto con le forze sindacali, preferendo tenere un atteggiamento che non lasciasse spazio alla pubblicità, all'apparire sui giornali con un comunicato e con notizie eclatanti, per seguire un agire concreto, politico e istituzionale, con i soggetti formalmente incaricati della trattativa. Dopo un colloquio iniziale con l'amministratore, e dopo una mia lettera in cui venivano richieste garanzie circa l'esito della trattativa e il futuro produttivo del sito di Monsano, assicurati durante il suddetto colloquio, non ho più ricevuto alcun riscontro, nonostante diverse sollecitazioni. Un comportamento riprovevole, mai riscontrato in occasione di analoghe situazioni avute in precedenza".
"Auspico che la proprietà mantenga fede ai suoi impegni - conclude il Sindaco - , circa il futuro, il mantenimento e la riqualificazione produttiva del sito di Monsano. Esprimo il mio totale appoggio, insieme alla Giunta e al Consiglio Comunale, e solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. L'Amministrazione comunale continuerà a fare fino in fondo la propria parte, con tutti gli strumenti possibili, per definire ulteriori, possibili atti e iniziative di appoggio e sostegno al loro difficile momento".
Monsano, 30 aprile 2010.